Acqua nel diesel riduce inquinamento del 67%
L’aria di Lagos, una delle città più trafficate d’Africa, potrebbe presto respirare più liberamente. Un team di ricerca della Nigeria ha scoperto un metodo semplice e a costo zero per ridurre drasticamente le emissioni dei motori diesel, spesso considerati tra i peggiori inquinatori urbani.
Gli scienziati della Federal University of Technology Owerri hanno sperimentato un’emulsione acqua-diesel (WiDE) aggiungendo al combustibile un surfattante naturale. I test, pubblicati nel 2026, dimostrano una riduzione del 67% di ossidi di azoto (NOx) e del 68% di particolato, mantenendo invariata l’efficienza termica. La tecnica non richiede modifiche meccaniche né attrezzature complesse, un vantaggio per paesi con infrastrutture limitate.
La svolta arriva in un contesto cruciale: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l’inquinamento atmosferico causi 7 milioni di morti premature all’anno. «La WiDE rappresenta una soluzione accessibile», spiega un commento su BBC News, «che potrebbe salvare vite in regioni dove l’industria pesante e i trasporti diesel sono inscindibili dallo sviluppo economico».
Una soluzione ispirata alla chimica di base
Il team nigeriano ha testato l’emulsione in laboratorio e su veicoli leggeri, replicando condizioni climatiche africane. Il processo stabilizza l’acqua nel diesel grazie a surfattanti vegetali, migliorando la combustione e riducendo l’effetto fumi. Reuters ha evidenziato che la semplicità del metodo potrebbe favorire adozioni rapide in Paesi con budget limitati, dove gli impianti di depurazione tradizionali sono spesso irrealizzabili.
La Nigeria, con 36 milioni di veicoli diesel, è uno dei principali sperimentatori di questa tecnologia. Analoghe iniziative, come la barca acchiappa-plastica Plastic Busters, mostrano come innovazioni low-tech possano rispondere a crisi ambientali complesse.
Sebbene i benefici siano verificati in laboratorio, gli esperti sottolineano la necessità di test su larga scala in climi diversi. Intanto, la Federal University si prepara a condividere i protocolli con istituti africani e asiatici, aprendo la strada a una rivoluzione ecologica a costo zero.